IL RITORNO DEL PAY PER CLICK?

Lo conosciamo bene, ce lo hanno proposto in tutte le salse. Il famoso pay per click, ovvero quell’attività di marketing per cui, ad ogni click al proprio sito web, corrisponde un costo che va dai € 0,50 in su.

Qualche anno fa, il pay per click spopolava nel web ed in particolare nel mondo alberghiero dove, grazie a questa pratica, le strutture più forti, si facevano largo guadagnando posizioni in termini di indicizzazione.

Oggi siamo tutti, chi più chi meno, diffidenti verso queste azioni di marketing online, vuoi perché in passato ne hanno fatto uso talmente tante strutture alberghiere da ridurne i potenziali benefici comuni, vuoi perché chi le ha adottate lo ha fatto senza linee-guida precise.

Dopo qualche anno di flessione, nell’ultimo periodo si sono riaffacciati prepotentemente sul mercato alcuni metamotori (vedi Trivago) per riproporre un pay per click più strutturato ed efficace.

Attraverso un uso corretto e ponderato, questa può oggi essere un’ottima arma per combattere le OTA e promuovere le vendite dirette. Ovviamente, come per tutte le altre iniziative, sono necessarie strategie di revenue e di marketing ben oculate e mirate ai giusti mercati.

Nell’uso del “pay per click” è, pertanto, raccomandabile:
– Stabilire un budget adeguato in base ai propri obiettivi
– Selezionare massimo 3 mercati dove si ritiene la campagna possa attecchire positivamente (evitare mercati come l’Italia dove i click sono molti ma con basse percentuali di conversione)
– Impostare delle politiche di revenue che rendano più convenienti le tariffe e le offerte presenti sul sito diretto
– Monitorare costantemente la campagna per verificare se i settaggi impostati siano corretti o da rivedere.

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