Mese: Marzo 2019

COME DIFENDERSI DALLE OTA E PROMUOVERE LE VENDITE DA SITO DIRETTO?

Le nostre strutture alberghiere sono sempre più soffocate dallo strapotere delle OTA che, con la loro forza economica, dominano il web e ci costringono a pagare commissioni sempre più salate.

Ma davvero dobbiamo rassegnarci a questo status quo, godendoci soltanto una piccola fetta di prenotazioni che, per caso o per fortuna, prenotano sul nostro Sito diretto?

Il cliente che prenota direttamente, non solo costituisce un guadagno maggiore (non dovendo pagare commissioni) ma dà la possibilità all’Hotel di instaurare un rapporto di comunicazione più stretto con lui, con potenziali vendite di servizi extra.

Il Sito diretto deve essere una nostra priorità e non solo un qualcosa da fare “tanto per”, a tal proposito è fondamentale:
1) Affidarne la realizzazione a professionisti del settore che, oltre a contenuti ben fatti, operino in maniera incisiva a livello SEO e di indicizzazione sul web affinché il Sito sia reperibile e possa ricevere un numero di visite adeguate
2) Adottare strategie di revenue ed offerte personalizzate per incentivare le prenotazioni dirette
3) Delle azioni marketing mirate sui principali metamotori (es. Trivago) che possono dare quella giusta spinta alle vendite, sottraendo mercato alle OTA. D’altronde, queste ultime non fanno altro che investire in pay per click e adwords per indirizzare le prenotazioni verso il proprio portale. Perché non fare lo stesso?

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IL RITORNO DEL PAY PER CLICK?

Lo conosciamo bene, ce lo hanno proposto in tutte le salse. Il famoso pay per click, ovvero quell’attività di marketing per cui, ad ogni click al proprio sito web, corrisponde un costo che va dai € 0,50 in su.

Qualche anno fa, il pay per click spopolava nel web ed in particolare nel mondo alberghiero dove, grazie a questa pratica, le strutture più forti, si facevano largo guadagnando posizioni in termini di indicizzazione.

Oggi siamo tutti, chi più chi meno, diffidenti verso queste azioni di marketing online, vuoi perché in passato ne hanno fatto uso talmente tante strutture alberghiere da ridurne i potenziali benefici comuni, vuoi perché chi le ha adottate lo ha fatto senza linee-guida precise.

Dopo qualche anno di flessione, nell’ultimo periodo si sono riaffacciati prepotentemente sul mercato alcuni metamotori (vedi Trivago) per riproporre un pay per click più strutturato ed efficace.

Attraverso un uso corretto e ponderato, questa può oggi essere un’ottima arma per combattere le OTA e promuovere le vendite dirette. Ovviamente, come per tutte le altre iniziative, sono necessarie strategie di revenue e di marketing ben oculate e mirate ai giusti mercati.

Nell’uso del “pay per click” è, pertanto, raccomandabile:
– Stabilire un budget adeguato in base ai propri obiettivi
– Selezionare massimo 3 mercati dove si ritiene la campagna possa attecchire positivamente (evitare mercati come l’Italia dove i click sono molti ma con basse percentuali di conversione)
– Impostare delle politiche di revenue che rendano più convenienti le tariffe e le offerte presenti sul sito diretto
– Monitorare costantemente la campagna per verificare se i settaggi impostati siano corretti o da rivedere.

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“BOOKING BASIC”: A COSA STIAMO ANDANDO INCONTRO?

Proprio così: da qualche mese anche il colosso dei portali online, Booking.com, ha ceduto, si è arreso alla nuova tendenza di mettere in vendita, oltre che le tariffe inviate direttamente dalla struttura alberghiera, anche quelle di terzi (agenzie o tour operator) che, attraverso accordi più convenienti con l’Hotel, consentono al portale di vendere a tariffe migliori.

Tale novità ha fatto infuriare gli albergatori che si sono trovati spiazzati e spaesati ma, in realtà, poche colpe vanno attribuite a Booking.com il quale non ha fatto altro che adattarsi al nuovo status quo, per non restare tagliato fuori dagli altri portali online che da anni usano questa pratica per rosicchiare prenotazioni al gigante del web.

In mezzo a questa guerra commerciale, gli albergatori sono vittime che non possono far altro che assistere inermi alla caduta del classico sistema di vendita B2B e B2C, che un tempo viaggiavano su binari paralleli ma che oggi si incontrano per salvaguardare i reciprochi interessi.

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FARE REVENUE GIOCANDO ALLA ROULETTE?

Oggi troppo spesso ci imbattiamo, soprattutto nelle strutture alberghiere di medio-piccola entità, in manager tuttofare o commerciali dell’ultima ora che, per necessità di budget o presunzione, gestiscono le strategie commerciali e di revenue, senza alcuna base formativa e conoscenza delle dinamiche e variabili che determinano il mercato.

“Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.” diceva Hermann Hesse, per cui anche strategie errate e senza fondamento possono, a volte, portare risultati, in particolare nei periodi di alta domanda ma, per ottenere profitti all’altezza degli obiettivi ed essere sempre in linea col mercato, occorre inevitabilmente affidarsi a professionisti che da anni masticano revenue.

Non ci si improvvisa commerciali, il futuro di un’azienda va affidato a chi se ne intende.
Il Revenue é una cosa seria!

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IL RUOLO DEL TOUR OPERATOR OGGI

Per i nostalgici di un tempo, quando internet non aveva ancora preso piede in modo incisivo, il Tour Operator rappresentava uno dei principali interlocutori, avendo la capacità di distribuire le strutture alberghiere in importanti network di agenzie di viaggio.

In tal modo, si ampliava il mercato e si potevano raggiungere potenzialmente clienti da tutto il mondo.

Con l’avvento delle OTA e dello sciacallaggio online, quegli stessi clienti possono oggi prenotare la struttura online a tariffe per lo più identiche e con maggiore facilità.

Di fronte ai nuovi scenari portati dal predominio del web, i Tour Operators più stoici hanno provato (a fatica) a mantenere il loro ruolo originario, la maggior parte invece si è adattata trasformandosi in un ibrido tra Tour Operator e OTA, sfruttando le tariffe più convenienti concordate con l’Hotel per rivenderle sia offline che online dove, attraverso dei markup ridotti, riesce a sfruttare la maggiore visibilità.

In tal modo, però, è venuta sempre meno l’unicità del Tour Operator e la convenienza da parte degli albergatori ad entrarne in rapporti commerciali, non portando più nuovi mercati ma andando ad inquinare la rete già ampiamente popolata del web.

Restano, comunque, alcuni interessanti Tour Operator di nicchia che, ancora oggi, riescono a ritagliarsi uno spazio importante nel mercato e a differenziare l’offerta, con i quali vale la pena collaborare.

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SOCIAL NETWORKS, L’IMPORTANZA NEL TURISMO DI OGGI

Lo sappiamo, il turismo non può oggi prescindere dai social networks che, nel corso degli ultimi anni, sono diventati lo strumento di comunicazione più rapido ed efficace per veicolare dei messaggi ed interagire con gli utenti. La presenza delle strutture ricettive sui social può:

✅ Aumentare la brand reputation

✅ Incrementare il traffico al proprio sito web

✅ Aumentare il numero dei clienti e, quindi, delle vendite Tutto questo è possibile attraverso una gestione adeguata degli strumenti social, il cosiddetto hashtagsocialmarketing che consente una comunicazione dinamica e costante della propria struttura. Per saperne di più continua a seguirci o contattaci.

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